Un’inchiesta di Report, trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci, ha portato il Generale Vannacci a replicare duramente.
Dopo aver fatto sentire la propria voce in merito agli aiuti all’Ucraina, il Generale Roberto Vannacci si è trovato chiamato in causa per altre questioni. In particolareil volto leghista è stato coinvolto in un’inchiesta di Report, trasmissione di Rai 3 con Sigfrido Ranucci, secondo la quale l’uomo avrebbe rapporti con la massoneria. Una situazione che ha portato lo stesso Vannacci a replicare con forza.

Vannacci e l’inchiesta di Report sul suo conto
Roberto Vannacci è finito al centro di un’inchiesta di Report, trasmissione di Rai 3 con Sigfrido Ranucci, dove vengono ipotizzate diverse situazioni controverse legate appunto al Generale. Tra i vari aspetti che sono stati evidenziati dal programma i dati relativi alla mancanza di finanziamenti al partito della Lega ma anche la creazione di nuove fondazioni all’insaputa di Matteo Salvini. Inoltre, anche presunti legami con la massoneria.
La replica: il messaggio a Ranucci (e alla Schlein)
Intervistato da Affaritaliani, Vannacci ha subito premesso: “Nulla contro il giornalismo d’inchiesta, ma la trasmissione Report appare faziosa e pretestuosa. Le cosiddette ‘indagini’ non si basano su fatti accertati e mirano esclusivamente a screditare personaggi scelti in modo mirato, attraverso una vera e propria macchina del ‘targeting’ […]”. Il Generale ha quindi aggiunto: “Vannacci deve essere screditato, infamato, colpito e messo in cattiva luce perché rappresenta un concorrente politico della sinistra e dell’universo progressista […]”.
E ancora sui presunti rapporti con la massoneria: “Non ho mai avuto nulla a che fare con la massoneria, né mi interessa chi ne faccia parte. È probabile che nella mia vita abbia conosciuto, e forse frequenti tuttora, dei massoni, magari senza nemmeno saperlo, così come conosco e frequento chirurghi, avvocati, camerieri, giardinieri, cacciatori, pescatori e cercatori di funghi e, persino, dei comunisti e dei giornalisti di sinistra”.
Tra gli ultimi passaggi dell’intervista, di cui vi stiamo riportando solo alcuni brevi estratti, Vannacci ha poi concluso: “Report appare come uno strumento politico volto a screditare chi non rientra nell’alveo della sinistra e del progressismo. Ma questo non mi preoccupa. […] Au revoir Ranucci e, non si scordi: mi baci la Schlein quando la vede“.